MONUMENTI E AREE ARCHEOLOGICHE DELL’ANTICA TEATE MARRUCINORUM

Teate Marrucinorum aveva una importante struttura teatrale che, come l’altro edificio per spettacolo di cui era dotata, l’Anfiteatro trova posto nella fascia collinare occidentale.

E’ molto interessante capire la dislocazione di particolari edifici, come il teatro e l’anfiteatro, dedicati allo spettacolo: solitamente questi non erano situati al centro della città e, come nel caso di Teate, il teatro si trova a ridosso delle mura per questioni di sicurezza (per coloro che raggiungevano la struttura dall’esterno), di comodità di cantiere (che avrebbe congestionato le attività di città) e per questioni finanziarie (il terreno scosceso era sicuramente meno costoso per effettuarne l’esproprio).

Da attente analisi storiche è plausibile affermare che moderni edifici per spettacoli fossero posizionati nei pressi dell’acropoli cittadina dove già esistevano luoghi deputati a pubblici ludi, dove santuari e particolari luoghi di culto fossero il culmine di un percorso cultuale significativo.

Anche il teatro romano di Teate Marrucinorum era disposto in modo da consentire l’afflusso da popolazioni esterne alla città, presso le mura della città; di converso, il numero plausibile di spettatori che l’edificio avrebbe potuto contenere, è conforme alla ricettività del municipio marrucino.

 

Daniele Mancini

 

 

 

 

 

 


 IL PARCO ARCHEOLOGICO DELL’ANFITEATRO ROMANO

Antica Teate

L’anfiteatro fu costruito intorno alla metà del I secolo dopo Cristo in un’area facilmente accessibile, vicina alla cima dell’acropoli e forse già in precedenza destinata alle feste “popolari”. Dell’edificio originario, in opera mista di reticolato e laterizio, oggi restano pochi elementi, a causa delle tra sformazioni subite a partire dall’età tardoantica. All’epoca del suo massimo splendore, vi si svolgevano gli spettacoli più amati dai Romani, i ludi, che iniziavano al mattino con le grandi cacce alle belve feroci (venationes) e proseguivano nel pomeriggio con i combattimenti tra gladiatori (munera). Il pubblico vi assisteva dalle gradinate della cavea, suddivisa in tre ordini: in basso (ima cavea) sedevano i cittadini più illustri, al centro (media cavea) la gente comune, in alto (summa cavea) le donne e gli schiavi. I protagonisti assoluti erano i gladiatori: schiavi, prigionieri di guerra, condannati a morte oppure uomini liberi, che ad ogni incontro rischiavano la vita nell’arena per il divertimento delle folle.

 

Maria Di Iorio


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