ALBA FUCENS

In un periodo di tregua da guerre esterne, l’otium nella narrazione dello storico Livio, durante il consolato di Lucio Genucio e Servio Cornelio, alla fine del IV sec. a.C., fu impiantata la colonia latina di Alba Fucens.

La scelta della localizzazione, favorita dalla parti­colare protezione offerta al vallone dal sistema mon­tuoso circostante (colli di San Nicola, Pettorine e San Pietro) e dettata dal passaggio della consolare Via Valeria, rese la città un caposaldo nella maglia territoriale e tattica intessuta dai Romani nelle zone interne dell’Italia centrale.

Dopo la sconfitta imposta agli Equi, le fondazioni di Alba (303-302 a.C.), Carsioli (302-298 a.C.) e Sora (303 a.C.) affermano la supremazia romana in un ambito geografico strategicamente determinante negli equilibri e nelle prospettive di controllo di un territorio contrassegnato, all’epoca, da elementi naturali ormai non più esistenti.

Il Lago Fucino, che fino alla metà dell’Ottocento ha assegnato all’intera regione una caratterizzazione profondamente alterata dal prosciugamento effettua­to dai Torlonia, si poneva come barriera naturale e, nello stesso tempo, come risorsa che indirizzò scelte economiche e di sfruttamento del territorio.

L’arrivo dei seimila coloni segna il momento di appropriazione di un intero ambito territoriale, producendo una distinzione urbana e  rurale ben marcata ma continuando a essere parti dialoganti di un sistema di reciproca interazio­ne e sussistenza.

Le vicende urbanistiche e sociali di Alba risultano pertanto essere il frutto di un integrazione articolata che trova nel vallone centrale del “Piano di Civita”, la sede naturale per tutte le funzioni politiche, amministrative e religiose, veicoli necessari e vinco­lanti del sistema coloniale messo in atto da Roma.

Da questa profonda ed imprescindibile esigenza di autorappresentazione e di radicamento in un territo­rio tradizionalmente ostile, si giunge alla alla formazione di un’immagine di Alba Fucens tramandata dalle fonti letterarie come centro sempre fedele a Roma, con l’applicazione di una concezione urbanistica di rigore e funzionalità.

 

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Galleria fotografica Alba Fucens

 

Approfondimenti bibliografici

CAMPANELLI 2006, (a cura di ) A. Campanelli, Poco grano molti frutti, Sulmona 2006

COARELLI et alii 1984, F. Coarelli, A. La Regina, Abruzzo, Molise. Guide Archeologiche Laterza, 9, Roma-Bari 1984

LIBERATORE 2004, D. Liberatore, Alba Fucens, Studi di storia e topografia, Bari 2004

MERTENS 1969, J. Mertens, Alba Fucens I. Rapports et études, Bruxelles-Rome 1969

SOMMELLA 1988, P. Sommella, Italia antica. L’urbanistica romana, Roma 1988

 

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